Archivio per Marzo 2009

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LA condanna a due anni e 6 mesi per il vice questore di Portoferraio

Marzo 9, 2009

Due anni e 6 mesi per corruzione, estinta per l’indulto: si è conclusa con questa condanna la vicenda giudiziaria di Nicola D’Aniello, il vicequestore del commissariato di polizia di Portoferraio rimasto implicato con altri colleghi e alcuni imprenditori di Portoferraio nel caso dei permessi di soggiorno a giovani clandestine in cambio di favori sessuali. D’Aniello è stato condannato per uno dei capi di accusa che gli erano stati contestati, quello relativo ai favori ottenuti da un albergatore elbano per non far scoprire le ragazze clandestine che lavoravano al nero nel suo hotel, mentre è stato assolto dall’accusa di aver cercato di bloccare le accuse della rumena che denunciò ai carabinieri quello che succedeva a Portoferraio.

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La storia dei Cavalieri

Marzo 9, 2009

Elba isola dei Cavalieri di Santo Stefano. Parte da un convegno dei Lions una proposta che parte da concetti storici ben chiari, quelli di un progetto che a suo tempo aveva tracciato Cosimo de’ Medici che aveva costituito l’ordine dei Cavalieri di Santo Stefano. Luigi Maroni, noto appassionato di storia ed archeologia, durante un convegno Lions ha tracciato una sintesi del quadro e del contesto storico in cui sorse ed operò l’Ordine. Mauro Ascani, giornalista, operatore nel settore internazionale dell’economia turistica, oggetto di vari riconoscimenti fra i quali quello di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, ha esordito nella sua relazione citando proprio le origini dell’Ordine che fu fondato per volere di Cosimo Iº de’ Medici a similitudine di quello già esistente dei Cavalieri di Malta. Esso doveva avere base proprio nella città di Cosmopoli (Portoferraio) in quello che oggi è noto come Centro De Laugier, ma per motivi di contrasto con lo Stato dei Presidi, fu dislocato a Pisa dove tutt’oggi nella centrale piazza dei Cavalieri ha sede nell’omonimo palazzo. Tuttavia nell’arsenale del capoluogo elbano, l’attuale mercato coperto, vennero costruite molte delle grosse galere, dette galeazze, che i Cavalieri usavano per difendere le coste dalle incursioni piratesche degli Ottomani e dei Magredini se non addirittura per andarli a scovare nei loro rifugi. Sono numerosi gli eventi storici e l’evoluzione tecnica, che vide le navi, nate come galere, trasformarsi in galeazze ed infine in galeoni mossi solo dalla forza eolica, riferiti puntualmente da Ascani. Essi segnarono l’intensa attività marittima militare dei Cavalieri di Santo Stefano dal 1561, anno della fondazione, sino alla metà del diciottesimo secolo, quando, disarmata definitivamente la flotta, i santostefaniani divennero un ordine onorifico; le testimonianze di quest’epopea sono oggi custodite a Pisa nei locali della sede dove, fra numerosi cimeli figurano una settantina di bandiere, una delle quali lunga ben 8 metri, sottratte alle navi ottomane e magredine catturate o affondate in combattimento.
A conclusione della relazione il presidente Ascani ha fatto notare la curiosità del fatto che quella che in origine doveva essere all’Elba la sede dell’Ordine prese proprio nome dall’ultimo dei cavalieri di Santo Stefano presente sull’Isola: per l’appunto il De Laugier.
Di certo non sarà possibile trasferire a Portoferraio la sede dei Santostefaniani, troppi i motivi tecnici e logistici che impedirebbero tale scelta però si pensa a dar luogo sul posto ad opere di comunicazione e di promozione sull’argomento che sicuramente desterebbero interesse e richiamo fra i residenti e gli ospiti della nostra isola.
Sono seguiti numerosi gli interventi dalla platea fra i quali quelli di Umberto Gentini, storico, ex direttore della locale Apt, e Giuseppe Battaglini, profondo conoscitore della storia elbana ed autore di noti testi e saggi sulla materia. L’incontro si è concluso con il tradizionale scambio di guidoncini fra i presidenti Antonini ed Ascani.

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toremar elba

Marzo 6, 2009

«E’ opportuno un incontro urgente con il Ministero per definire e gestire la privatizzazione separata di Toremar ed un adeguamento di risorse tale da garantire tutti i servizi minimi per cittadini ed utenti, la salvaguardia della clausola sociale ed un nuovo ed efficace piano industriale». Così oggi l’assessore ai trasporti ed infrastrutture della Regione Toscana, Riccardo Conti, ha riconfermato la posizione netta della Regione Toscana sulla vicenda Toremar. Di fronte alle conferma del Ministero di una procedura di gara per la privatizzazione al 100% della Tirrenia e delle sue società regionali, fra cui Toremar, da cedere insieme all’affidamento per 6 anni, con sussidio pubblico, dei servizi per la continuità territoriale, ma in misura ridotta rispetto agli attuali, la Regione propone la separazione di Toremar, con una previsione di servizi minimi sussidiati adeguati a lle esigenze di un’isola che affianca all’attrattività turistica un mondo di attività e relazioni che coinvolge 30.000 abitanti. Il governo regionale, chiede, per questo, la garanzia di 12 coppie di corse invernali e 14 estive tra Piombino e Portoferraio, con orari cadenzati e omogenei sulla giornata connessi con servizi ferroviari; 5 coppie di corse tutto l’anno di collegamento con le isole minori ed il mantenimento dell’attuale collegamento tra Piombino e Rio Marina.
«Fondamentale, inoltre, – prosegue l’assessore Conti – che la proposta finale del Ministero rispetti la clausola sociale e quella sul piano industriale di Toremar, con annesso il rinnovo della flotta. Stiamo pensando di proporre anche l’inserimento dei servizi marittimi nella tariffa integrata regionale “PEGASO” e di trasferire il “Contratto” con il nuovo operatore alla gestione regionale».
Quindi, di fronte alla proposta del Ministero, che in attesa di svolgere la gara, propone per tutto il 2009 una drastica riduzione dei servizi per le isole dell’arcipelago, la Regione Toscana osserva l’insensatezza potendo confidare nel buon livello di servizio che potrebbe essere ottenuto, già nel 2010, con la separazione di Toremar.
La Regione, su questo ultimo punto, è pronta ad integrare le risorse del Ministero per garantire i livelli del servizio nel 2009, ma chiede maggiori garanzie su una reale prospettiva visto che i 10 milioni di euro attualmente disponibili, inseriti come unico sussidio nella gara, non sono sufficienti per il rinnovo/adeguamento della flotta ed il governo non ha, per ora, espresso la volontà di integrare questa cifra. Ad oggi, infatti, le risorse disponibili per i servizi sono ridotte di oltre il 40 % rispetto al fabbisogno Tirrenia e società figlie, fra cui Toremar. Per la Toscana tutto questo significa che con un fabbisogno di 16/17 milioni (escluso investimenti per rinnovo flotta), la disponibilità è di soli 10 milioni di euro.

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Incendio al pub inferno a Portoferraio

Marzo 4, 2009

Un incendio di probabile origine dolosa ha devastato all’alba di ieri una parte dell’«Inferno pub», uno dei più conosciuti locali notturni dell’isola d’Elba. Ingenti i danni che ad una prima stima si aggirano attorno agli oltre 50 mila euro. Un incendio di probabile origine dolosa ha devastato all’alba di ieri una parte dell’«Inferno pub», uno dei più conosciuti locali notturni dell’isola d’Elba. Ingenti i danni che ad una prima stima si aggirano attorno a 30-40 mila euro. Il fuoco ha fatto la sua comparsa nel ristorante-bar-discoteca, situato in località le Foci alla periferia di Portoferraio, presumibilmente poco dopo le 6. Il locale in quel momento era deserto. Gli ultimi clienti e lo staff erano andati via attorno alle 5.30. A notare il fumo che usciva dal locale è stato un automobilista in transito lungo la strada provinciale che passa nelle vicinanze. L’uomo ha subito dato l’allarme. La chiamata al centralino dei vigili del fuoco è arrivata alle 6.42. Contemporaneamente sono stati avvertiti anche il gestore del locale, Salvatore Tuveri e i carabinieri arrivati alla discoteca dopo poco.

Le fiamme si sono sviluppate in due diverse stanze del locale partendo in entrambi i casi dalle consolle dei disc-jockey. Il che – anche se una prima sommaria ispezione dei luoghi non ha portato al rinvenimento di inneschi – avvalorerebbe l’ipotesi dolosa del rogo. Tanto più che i malintenzionati potrebbero avere avuto facile accesso al locale perché una porta di servizio era stata lasciata socchiusa per consentire l’ingresso del personale addetto alle pulizie. Il fuoco nelle due stanze ha fatto danni ben diversi. In quella più interna, di minori dimensioni, ha avuto poche opportunità di propagarsi per la mancanza di ossigeno ed ha danneggiato la sola consolle. In quella più esterna, più grande e per questo adibita a sala da ballo, la liquefazione – a causa del calore – di un lucernario in vetro resina, ha originato una sorta di «effetto-camino» con le fiamme che, dalla consolle, si sono propagate a tutta la stanza riducendo in cenere gli arredi.
Pare comunque non ci siano stati danni strutturali. Cosa che sarà verificata oggi in un nuovo sopralluogo di vigili del fuoco e carabinieri per rilevare anche la presenza di eventuali reperti utili ai fini delle indagini. Queste ultime sono portate avanti dai militari dell’Arma della stazione di Portoferraio. In attesa delle ulteriori verifiche, l’’Inferno pub’ è stato posto sotto sequestro preventivo.