Boom anche all’Elba. E 1500 toscani hanno un negozio virtuale. Due le carte vincenti: costi di gestione ridotti e potenziali clienti in tutto il mondo Quasi 1.500 negozi virtuali, senza orari e senza saracinesche, ma con vetrine bellissime e ammiccanti che si affacciano dai monitor dei computer. Due città, cioè Siena e Pisa, rispettivamente al primo ed al secondo posto della classifica nazionale del settore. E poi tante particolarità, come quella che vede il Web diventare lo spazio privilegiato per la compravendita di attività commerciali. Insomma, la Toscana come regione sempre più connessa ad Internet e particolarmente attiva nel mondo del commercio elettronico.
In sostanza, un mix di primati che emergono da un’indagine di eBay.it, filiale italiana del primo e più importante sito planetario di shopping on-line fondato nel settembre del 1995 a San José, nel cuore della Silicon Valley, immediatamente a sud di San Francisco. Da lì eBay (quasi 85 milioni i clienti attuali) partì alla conquista del mondo sbarcando, nel 2001, anche in Italia e dando vita ad una crescita senza soste, visto il successo della formula articolata in gran parte su aste e rilanci degli oggetti più disparati: dall’abbigliamento agli orologi, dai giocattoli alle macchine fotografiche, passando perfino per ville ed aerei del valore di svariati milioni di dollari.
Il Web dopo il Palio. Ma partiamo proprio da questo dato e cioè la “scoperta” che Siena, per quanto riguarda il rapporto tra utilizzatori e popolazione, è la città più e-commerce d’Italia (qui il 22,9% per cento degli abitanti fa acquisti su eBay), subito seguita a ruota, come dicevamo, da Pisa (22,2%). Ma basta scorrere le prime posizioni in classifica per trovare anche Firenze (10º posto con il 15,4%), Portoferraio (12º, 14,8%) e Lucca (19º, 14,2%). «Una situazione che fa della regione un’area importantissima del settore nel nostro Paese – commenta Andrea Polo, responsabile delle comunicazioni di eBayItalia – e in cui emergono proprio i casi di Siena, il cui centro storico è da anni completamente cablato, e Pisa, dove la mentalità, come del resto nella città del Palio, risente anche della forte presenza di persone che gravitano intorno alle rispettive università. La presenza di centri “isolati” come Portoferraio è ancora più comprensibile: se qualcuno voleva comprare subito un iPhone, ad esempio, trovava sicuramente più rapido ricorrere ad eBay piuttosto che aspettare il suo arrivo nei negozi locali».
Opportunità di lavoro. Ma quella che emerge con forza, come spiega ancora Andrea Polo, è l’esplosione dei negozi online che, a loro volta, per tante persone (vedi anche interviste a parte) si trasformano nella principale fonte di reddito. «Sono almeno 20mila queste strutture in Italia, di cui 1.446 in Toscana, – spiega – pochi mesi fa abbiamo commissionato una rilevazione da cui sono emersi numeri interessanti, visto che si parla di 16mila persone per cui la vendita su eBay è l’unica fonte di guadagno, esattamente il doppio di due anni prima. A questo proposito vorrei anche sfatare un mito: chi gestisce un negozio su eBay deve essere in regola con tutta la normativa fiscale e legale. E’ infatti un tipo di commercio trasparente e che non si può certamente nascondere».
Dall’ago all’elefante. Ma se per molti l’e-commerce suscita ancora perplessità soprattutto per il sistema di pagamento (il timore sull’inserimento del numero della carta di credito nel computer è ancora piuttosto alto, con i sistemi per garantire la sicurezza della transazione che restano comunque complessi), per tanti clienti abituali Internet e eBay sono invece la normalità, Cosa comprano o vendono? In Toscana dominano i passaggi delle attività commerciali, seguiti dai vini e dai lotti di strumenti musicali. Nel Lazio dominano invece gli oggetti per l’ufficio, in Abruzzo i libri antichi, in Umbria la gastronomia.(02 ottobre 2008)Torna indietro
Fonte by: Stefano Bartoli
Archivio per Ottobre 2008
