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Portoferraio dipinti di napoleone

Febbraio 18, 2008

arà presentata anche in Italia, dopo Francia, Messico e Germania, la parte del Trésor della Fondation Napoléon di Parigi dedicata al Primo Impero. Duecento opere saranno accolte da domani al 25 maggio al Museo Napoleonico di Roma (Piazza di Ponte Umberto I, 1) nel nuovo spazio espositivo che sarà inaugurato per l’occasione. La mostra “Napoleone. Fasto imperiale. I Tesori della Fondation Napoléon” presenterà anche alcune opere del Musée de l’Armée, del Musée de la Malmaison, di una collezione privata francese nonché due dipinti prestati dal Museo Praz. Dal 12 giugno al 12 settembre 2008 l’esposizione si trasferirà all’isola d’Elba, nelle due sedi del Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche, la Palazzina dei Mulini e Villa San Martino di Portoferraio.

DIPINTI, DISEGNI E MINIATURE

Le 200 opere esposte – dipinti, disegni, miniature, arredi, abiti, porcellane, gioielli – permettono un vero e proprio viaggio tra i fasti della corte imperiale rivelando la perizia degli artisti-artigiani dell’epoca. I pezzi esposti evocano non solo lo sfarzo ufficiale della corte ma anche i suoi aspetti più intimi e domestici restituendo così un quadro a tutto tondo della società napoleonica. Non solo dipinti e disegni dunque ma anche tantissimi oggetti legati all’uso quotidiano come tabacchiere, accessorio amato dall’Imperatore. Preponderante è la presenza di porcellane: tra i pezzi più interessanti presenti in mostra il vaso fuseau della manifattura di Sèvres con il ritratto di Napoleone in costume del Sacre, donato dall’imperatrice Maria Luisa alla moglie del maresciallo Ney per le Strenne del 1813; un gruppo di 19 piatti del service particulier de l’empereur commissionato dallo stesso Napoleone a Sèvres per “la tavola imperiale”. Due di questi piatti sono decorati con scene della visita di Napoleone a Venezia nel 1807, come il suo ingresso in città e la regata in suo onore sul Canal Grande. Il decoratore si servì dei due dipinti di Giuseppe Borsato appartenuti a Vivant Denon; le due tele sono oggi conservate al Museo Praz e sono presenti in mostra.

IL CONDOTTIERO

Non mancano testimonianze relative a Napoleone condottiero; la battaglia di Marengo è evocata dalla grande tela di Boze, Lefèvre e Vernet – che ritrae il generale Bonaparte, da poco nominato Primo Console, che domina la scena della battaglia accanto al suo capo di Stato Maggiore, Berthier – e dall’uniforme che Napoleone indossò durante il combattimento. Arricchiscono la sezione dedicata alle campagne militari, l’Aigle de drapeau, uno dei vessilli della Grande Armata, il casco e la corazza in dotazione agli ufficiali dei carabinieri, e numerose sciabole.

Un disegno preparatorio per Le Sacre di Jacques-Louis David ricorda la grande cerimonia del 2 dicembre 1804 a Notre-Dame; in esso Napoleone è raffigurato in atto di incoronarsi mentre nella versione finale della grande opera del Louvre l’imperatore è ritratto nel momento in cui incorona la moglie Josephine. Le tappe più importanti della complessa cerimonia sono documentate da una serie di otto acquerelli dell’architetto Fontaine.

L’ultima sezione della mostra (la sesta) è dedicata all’epilogo della straordinaria vicenda napoleonica. Gli anni trascorsi dall’esule a Sant’Elena sono ricordati da alcuni oggetti personali dell’Imperatore come il nécessaire dentaire (Napoleone dedicò sempre un’attenzione particolare alla cura dei denti) e il nécessaire de portemanteau (con l’occorrente per la toilette) utilizzato durante le operazioni militari ad Austerlitz.

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