Archivio per Febbraio 2008

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scambio tra studenti elbani con le scuole europee

Febbraio 25, 2008

portoferraio

Muoversi per crescere: per 400 studenti toscani scambi con scuole europee
Da Firenze a Goteborg, da Prato a Siviglia, da Portoferraio a Oberckocken, da Pistoia a Barcellona: queste alcune delle destinazioni delle scolaresche toscane

Da Firenze a Goteborg, da Prato a Siviglia, da Portoferraio a Oberckocken, da Pistoia a Barcellona: queste alcune delle destinazioni delle 19 scolaresche toscane che, in queste settimane, partono alla volta di altrettante destinazioni europeee grazie al Progetto di mobilità internazionale per gli studenti delle scuole superiori messo a punto e finanziato dalla Regione Toscana. In tutto sono quasi 400 ragazzi e ragazze che si cimenteranno con la lingua e la cultura di altri paesi, facendo esperienze utili alla loro crescita. Non si tratta, infatti di gite scolastiche, ma di vere e proprie esperienze di studio, che prevedono soggiorni da un minimo di 10 a un massimo di 14 giorni, da gennaio a giugno. Per questo progetto la regione stanzia 300 mila euro. In termini strettamente economici può sembrare un piccolo investimento – cui seguiranno però ulteriori e più ingenti finanziamenti – ma in termini di sviluppo la sua portata è enorme. E’ un investimento sul capitale umano, una risposta alla necessità di far fare alla Toscana uno scatto in più in dinamismo e competitività. Un passo in avanti verso l’Europa. Per questo la Regione ha pensato di valorizzare la dimensione internazionale dell’istruzione e della formazione, nella consapevolezza che, per essere più competitivi sul mercato del lavoro internazionale, i giovani debbano allargare il proprio orizzonte formativo e aprirsi al mondo. La scuola è sicuramente un punto di partenza obbligato. Ma non il solo. Sono stati stipulati con alcune regioni europee accordi bilaterali che faciliteranno gli scambi anche fra lavoratori in formazione ed apprendisti. Sono Bretagna, Andalusia, Catalogna, la regione svedese del Vastra Gotaland, le Isole Baleari, i Paesi Baschi, il Baden Wuerttemberg in Germania e la regione ungherese di Pest. Grazie a questi accordi sarà possibile andare oltre l’ambito dell’istruzione formale, per investire anche quello della formazione e dell’aggiornamento professionale di chi già lavora. Per potenziare queste politiche, la Toscana può oggi contare anche sulle risorse del Fondo sociale europeo. Con il nuovo programma operativo 2007-2013, vengono infatti destinati alla mobilità 27 milioni di euro, il 4% dei fondi assegnati alla Toscana. Uno sforzo che sarà sicuramente ripagato dalle nuove opportunità offerte dal mettere in comune competenze, professionalità ed esperienze, disegnando così, forse per la prima volta, i contorni di una nuova cittadinanza europea.

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Undici progetti per giovani protagonisti Portoferraio

Febbraio 25, 2008

Nell´ambito del programma regionale “Una Toscana per i giovani”, l´assessorato provinciale alla qualità sociale ha coordinato la predisposizione di una serie di progetti che hanno l´obiettivo di favorire un ruolo attivo dei giovani nella società.
“La Regione Toscana ha voluto rimettere i giovani al centro della politica – ha detto l´assessore Salvadori presentando l´iniziativa insieme al presidente della Provincia, Giorgio Kutufà e alla vice presidente Monica Giuntini – con progetti ed interventi nei quali i giovani stessi siano protagonisti”.
Il programma provinciale prevede la realizzazione di undici progetti, alcuni dei quali già avviati, elaborati dai Comuni dalle zone di Livorno, della Bassa Val di Cecina e della Val di Cornia, per un finanziamento complessivo di 150.000 euro.
“Come Provincia abbiamo voluto dare un´impostazione nuova agli interventi – ha sottolineato la vice presidente Giuntini – favorendo quelli che stimolano la partecipazione ed il protagonismo dei giovani e ne valorizzano la creatività. Inoltre, abbiamo scelto di destinare quasi la metà delle risorse, 64.000 euro, all´Isola d´Elba, un territorio con forti elementi di disgregazione sociale. Le politiche giovanili – ha aggiunto – saranno anche uno degli elementi di forza del bilancio provinciale del 2008″.
Sugli interventi previsti nel nuovo bilancio si è soffermato il presidente Kutufà. “Abbiamo previsto specifici progetti – ha detto – per la lotta alla precarietà nel lavoro e alla dispersione scolastica. Un altro tema di rilievo sarà la celebrazione del 60° anniversario della Costituzione, per il quale prevediamo numerose iniziative rivolte, in particolare, ai giovani. La diffusione dei valori della Carta fondante della nostra Repubblica, si accompagnerà ad iniziative di approfondimento sul tema della legalità.”
Al progetto dal titolo “Diversamente liberi”, presentato dal Comune di Livorno, hanno lavorato le associazioni giovanili del territorio che hanno realizzato dei video sugli interessi dei giovani livornesi. Collesalvetti darà vita a “GO@A”, un portale internet pensato e realizzato da un gruppo di giovani su argomenti di interesse giovanile. La creazione di murales sarà l´oggetto dei progetti che Rosignano e Castagneto Carducci porteranno avanti con la collaborazione di un gruppo di artisti di strada, mentre i giovani artisti musicali saranno i protagonisti del progetto “Premio Rossano Frisoni” di Cecina.
Sempre a Rosignano sarà realizzato il progetto “Io vedo, io parlo, io ascolto”, che prevede uno scambio culturale con un centro giovani della città francese di Rouen.
Per la Val di Cornia sono due i progetti finanziati. Il primo, a San Vincenzo, riguarda iniziative ricreative dedicate ai giovani nel periodo estivo; il secondo progetto “Giovani al centro”, prevede la realizzazione di un centro giovani a Piombino.
All´Isola d´Elba saranno avviati tre interventi. A Portoferraio sarà realizzato “Una città per i giovani”, un progetto contenitore con iniziative di vario genere; attività per i giovani e le famiglie sono previste nel progetto “Ciaf l´Aquilone”, di Capoliveri; a Rio nell´Elba, infine, i giovani saranno protagonisti con le iniziative di “Spettacolaria”.

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Portoferraio dipinti di napoleone

Febbraio 18, 2008

arà presentata anche in Italia, dopo Francia, Messico e Germania, la parte del Trésor della Fondation Napoléon di Parigi dedicata al Primo Impero. Duecento opere saranno accolte da domani al 25 maggio al Museo Napoleonico di Roma (Piazza di Ponte Umberto I, 1) nel nuovo spazio espositivo che sarà inaugurato per l’occasione. La mostra “Napoleone. Fasto imperiale. I Tesori della Fondation Napoléon” presenterà anche alcune opere del Musée de l’Armée, del Musée de la Malmaison, di una collezione privata francese nonché due dipinti prestati dal Museo Praz. Dal 12 giugno al 12 settembre 2008 l’esposizione si trasferirà all’isola d’Elba, nelle due sedi del Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche, la Palazzina dei Mulini e Villa San Martino di Portoferraio.

DIPINTI, DISEGNI E MINIATURE

Le 200 opere esposte – dipinti, disegni, miniature, arredi, abiti, porcellane, gioielli – permettono un vero e proprio viaggio tra i fasti della corte imperiale rivelando la perizia degli artisti-artigiani dell’epoca. I pezzi esposti evocano non solo lo sfarzo ufficiale della corte ma anche i suoi aspetti più intimi e domestici restituendo così un quadro a tutto tondo della società napoleonica. Non solo dipinti e disegni dunque ma anche tantissimi oggetti legati all’uso quotidiano come tabacchiere, accessorio amato dall’Imperatore. Preponderante è la presenza di porcellane: tra i pezzi più interessanti presenti in mostra il vaso fuseau della manifattura di Sèvres con il ritratto di Napoleone in costume del Sacre, donato dall’imperatrice Maria Luisa alla moglie del maresciallo Ney per le Strenne del 1813; un gruppo di 19 piatti del service particulier de l’empereur commissionato dallo stesso Napoleone a Sèvres per “la tavola imperiale”. Due di questi piatti sono decorati con scene della visita di Napoleone a Venezia nel 1807, come il suo ingresso in città e la regata in suo onore sul Canal Grande. Il decoratore si servì dei due dipinti di Giuseppe Borsato appartenuti a Vivant Denon; le due tele sono oggi conservate al Museo Praz e sono presenti in mostra.

IL CONDOTTIERO

Non mancano testimonianze relative a Napoleone condottiero; la battaglia di Marengo è evocata dalla grande tela di Boze, Lefèvre e Vernet – che ritrae il generale Bonaparte, da poco nominato Primo Console, che domina la scena della battaglia accanto al suo capo di Stato Maggiore, Berthier – e dall’uniforme che Napoleone indossò durante il combattimento. Arricchiscono la sezione dedicata alle campagne militari, l’Aigle de drapeau, uno dei vessilli della Grande Armata, il casco e la corazza in dotazione agli ufficiali dei carabinieri, e numerose sciabole.

Un disegno preparatorio per Le Sacre di Jacques-Louis David ricorda la grande cerimonia del 2 dicembre 1804 a Notre-Dame; in esso Napoleone è raffigurato in atto di incoronarsi mentre nella versione finale della grande opera del Louvre l’imperatore è ritratto nel momento in cui incorona la moglie Josephine. Le tappe più importanti della complessa cerimonia sono documentate da una serie di otto acquerelli dell’architetto Fontaine.

L’ultima sezione della mostra (la sesta) è dedicata all’epilogo della straordinaria vicenda napoleonica. Gli anni trascorsi dall’esule a Sant’Elena sono ricordati da alcuni oggetti personali dell’Imperatore come il nécessaire dentaire (Napoleone dedicò sempre un’attenzione particolare alla cura dei denti) e il nécessaire de portemanteau (con l’occorrente per la toilette) utilizzato durante le operazioni militari ad Austerlitz.

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Riunione a Portoferraio con il presidente dell’UNCEM

Febbraio 13, 2008

A Portoferraio, stamani (ieri per chi legge n.d.r.), il Presidente dell’UNCEM Toscana Oreste Giurlani, per discutere con l’Ente Comprensoriale dell’Arcipelago Toscano e i Comuni dell’Elba, Capraia e Giglio, del futuro della Comunità Montana locale nel quadro del riordino previsto dalla Legge Finanziaria.
Affrontate anche le questioni dell’accreditamento dell’ospedale di Portoferraio e l’aspetto delle risorse europee per la montagna toscana (Asse 5 del POR Creo – Programma Operativo Regionale Obiettivo “Competitività regionale e occupazione” 2007-2013)
La discussione, introdotta dal Presidente della CM Danilo Alessi, ha evidenzato come i Comuni dell’Arcipelago ritengano fondamentale conservare nel territorio la continuità di programmazione, risorse, funzioni e servizi finora garantiti dalla Comunità Montana e la definizione di ‘montanità’ (disagio) della nostra area; questo al di là della forma (Comunità isolana?) e delle modalità di funzionamento che assumerà l’Ente Comprensoriale, ad es governo a maggioranza politica o istituzionale con tutte le Amministrazioni.
Sull’accreditamento dell’Ospedale di Portoferraio, Giurlani ha ricordato alla Conferenza dei Sindaci l’importanza di siglare al più presto il previsto protocollo tra Enti Locali elbani ed Asl, con l’obiettivo di definire con certezza il percorso per fornire servizi sanitari di qualità alle popolazioni, fissando tempi e modalità del miglioramento, anche per utilizzare l’aumento di risorse specifiche per la sanità delle zone montane (+ 5 milioni di euro) contrattato dall’UNCEM alla Regione.
Sull’accesso ai bandi Por Creo 2007 -2013 (ex Docup) che usciranno a breve, emersa nell’incontro la necessità di fare piani integrati fra Comuni e Comunità Montana, utilizzando lo stesso Fondo della Montagna (in aumento) come quota di cofinanziamento necessaria.

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APAT

Febbraio 11, 2008

portoferraio

L’Apat delinea un quadro sul fronte rifiuti abbastanza preoccupante. La spazzatura prodotta dagli italiani aumenta, e la raccolta differenziata non riesce a decollare: il 39,9% al Nord, il 20% al centro, e il 10,2% al Sud; in Italia il 25,8%. Ancora poco. Perché?

Viaggiando all’estero, ad esempio in Svezia, ho notato che per esempio un modo per risolvere il problema è quello dei vuoti a rendere. In passato era praticato anche da noi, poi chissà perché il vuoto è diventare a perdere. Il sistema è molto semplice: le bottiglie o le lattine vuote vengono messe in appositi contenitori che leggono il codice a barre e rilasciano uno scontrino che poi varrà come sconto al supermercato. In questo modo la raccolta differenziata viene fortemente incentivata. Il sistema potrebbe applicarsi, con opportuni accorgimenti e variazioni anche a carta, metalli e altri materiali, ma il punto fondamentale è: non si incentiva la raccolta differenziata solo dal punto di vista culturale, ma si incentiva anche economicamente.
Qui da noi la politica è diversa: la raccolta differenziata va pagata dai cittadini, che stufi di pagare cifre sempre più alte per lo smaltimento dei rifiuti spesso si infastidiscono e buttano tutto in un unico cassonetto indifferenziato.

Qui in Toscana, nonostante la produzione di rifiuti sia davvero tanta non si vedono cassonetti pieni o schifezze varie, e viene sperimentata la raccolta porta a porta. La Regione Toscana vorrebbe promuovere questo sistema, gravando ancora di più sulle tasche dei contribuenti, per incentivare la raccolta differenziata.

Ho avuto occasione di sperimentare il sistema della raccolta porta a porta a Portoferraio (Isola d’Elba) e devo dire che è una soluzione assolutamente da evitare: il risultato è una fila interminabile di sacchetti della spazzatura per le strade, appese alle maniglie delle porte, spesso preda di gabbiani o gatti randagi. La regola sarebbe di mettere per le strade i sacchetti o i contenitori appositi solo la mattina poco prima del passaggio (in contenitori di colori diversi per la raccolta differenziata, che avviene a giorni prefissati), ma queste regola viene disattesa per ragioni pratiche, e quindi in molti casi il sacchetto viene messo la sera prima, con inevitabili disagi. Per eliminare qualche cassonetto si riempiono le strade di spazzatura.
E’ un tema spinoso quello della raccolta differenziata, che andrebbe affrontato in modo molto pragmatico e poco ideologico: speriamo che i nostri politici sappiano prendere le giuste decisioni.

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I Parchi naturali e lo sviluppo sostenibile

Febbraio 11, 2008

portoferraio

La ragione istitutiva dei parchi è sempre quella della conservazione e tutela dell’ambiente naturale, se vengono gli affari tanto meglio, sennò ci si guadagna comunque in qualità dell’ambiente. Finalmente un valore di fronte a tanti prezzi
di Mario Tozzi *

PORTOFERRAIO (Livorno). In una pubblica discussione sui parchi della Toscana ho sostenuto una posizione che è parsa fuori dal coro e che vorrei meglio precisare rispetto a quanto riportato, visto che il tempo a disposizione non mi ha permesso di sostanziare il ragionamento. E visto che il vento della polemica strumentale soffia sempre impetuoso. Partivo dalla crisi mondiale, che non è tanto quella che attanaglia i mercati, quanto piuttosto quella che riguarda un mondo che si è ormai lanciato oltre il limite naturale imposto dalla natura alla crescita economica esponenziale. Voglio dire (come ho pure scritto su La Stampa) che qui non si tratta di sovrastrutture economiche, ma della struttura naturale di base, quella stessa che ha reso ricchi i Paesi più forti, ma che è messa in pericolo dagli effetti del cambiamento climatico, dall’integrazione delle nazioni effluenti e dal fatto che nessuna crescita risulta più sostenibile per il pianeta.

Mi rendo conto che si tratta di un’espressione forte, ma non è frutto di slancio ideologico, piuttosto di un ragionamento sui dati di fatto che è stato già condotto teoricamente da cosiddetti eco-economisti (per esempio Meadows) ma anche da teorici “destrorsi” (come de Benoist). E che trova continue prove nelle società industriali avanzate come nei Paesi in crescita. Che ancora non ci si accorga della non pertinenza di una frase contraddittoria come “sviluppo sostenibile” è, a mio avviso, piuttosto grave, come è grave che non ci si accorga che non sarà mai possibile portare tutti gli abitanti del pianeta al livello di benessere (di spreco) della nazione più ricca. Per la semplice ragione che gli uomini sono sempre di più, le loro esigenze crescono, ma il pianeta resta sempre quello: eccessiva pressione demografica, fine delle risorse e delle fonti energetiche tradizionali, prezzo ambientale elevato da pagare non sono elementi di discussione per circoli ambientalisti, ma la dura realtà con cui tutti stanno per fare i conti. E non si dovrebbe ormai ignorare che, se i poveri del mondo volessero oggi consumare come i ricchi, il pianeta sarebbe già distrutto.

Non è un problema tecnologico, visto che, quasi sempre, la tecnologia provoca più problemi di quelli che risolve (e comunque non può non basarsi anch’essa su risorse per definizione esauribili), ma di limiti. E gli uomini non amano il concetto di limite e, anzi si illudono che non toccherà mai a loro incassare il colpo, ma sempre a qualcun altro, che in ogni caso, sempre umano sarà.

Purtroppo uno sviluppo infinito non è possibile, come non lo è una crescita continua e senza soste del Pil: l’economia è piuttosto un sottosistema della biosfera e quando l’espansione economica attacca le basi naturali dell’ecosistema, si sacrifica un capitale naturale che ha un valore superiore a quello che si ottiene. Si tratta, in ultima analisi, di una crescita che impoverisce invece di arricchire, quasi un’antieconomia (come la definisce Herman Daly), da cui qualcuno può comunque trarre vantaggi, ma per cui tutti gli altri entrano inevitabilmente in sofferenza.

E questo succede anche all’Elba: prima c’era una ricchezza diffusa e tutti avevano un orto, magari integravano con la pesca e affittavano due camere o avevano una ristorazione. Oggi la ricchezza tende a concentrarsi nelle mani di pochissimi, spesso stranieri, e gli altri tendono ad andarsene via. Non si comprende che qualunque sottosistema, come quello economico, deve smettere di crescere e sottomettersi, invece, alle leggi che regolano il mondo naturale: un’economia in crescita perenne è semplicemente un’impossibilità biofisica.

Se anche i portatori d’interesse delle realtà turistiche italiane cominciassero a comprendere che il capitale economico non può sostituire il capitale naturale, forse faremo qualche passo avanti. Se si capisse che le scelte ambientali –pur obbligatoriamente di natura politica— dovrebbero essere guidate da chiari dati scientifici, sarebbe più facile difenderle contro chi, proprio su basi esclusivamente politiche, vuole spostare sempre più in là la ineludibile fase critica in nome di un piccolo tornaconto personale che fa passare in secondo piano tutto il resto.

Così i parchi naturali: se rispondono solo a logiche politiche dipenderanno dalle maggioranze del momento e saranno aiutati dagli uni e screditati dagli altri. Se sono invece vincolati a necessità scientifiche di salvaguardia della natura saranno indifferenti ai cambi di maggioranza e difesi trasversalmente. E eviteranno di trovarsi in difficoltà se non producono reddito: siamo tutti contenti che si facciano soldi sulla protezione della natura, ma la ragione istitutiva dei parchi è sempre quella della conservazione e tutela dell’ambiente naturale, se vengono gli affari tanto meglio, sennò ci si guadagna comunque in qualità dell’ambiente. Finalmente un valore di fronte a tanti prezzi.

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Intervenire subito per evitare che l’Isola d?’Elba sia abbandonata agli incendi

Febbraio 11, 2008

portoferraio

Riteniamo che la situazione del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Portoferraio, all’Isola d’Elba, stia divenendo insostenibile. Solo sei operatori impiegati a turno, per di più con mezzi obsoleti, come un’autobotte del 1982, per un territorio che ospita 30.000 abitanti, che decuplicano pero’, con l’arrivo dei turisti, nel periodo estivo, appare assolutamente insufficiente. Ecco perchè abbiamo chiesto al Ministro degli Interni se non sia auspicabile un aumento del personale presente nel distaccamento ed un rinnovo dei mezzi, compresa la realizzazione di un eliporto, necessario epr le operazioni di spegnimento.
Scrive cosè, il coordinatore regionale di Alleanza Nazionale, Onorevole Riccardo Migliori, in un’interrogazione al Ministro dell’Interno.
E la risposta, giunta al rappresentante della Destra, non sembra soddisfarlo pienamente, visto che si parla di una situazione generale, a livello nazionale, senza entrare nello specifico. In tale risposta scritta, si concorda con i motivi dell?interrogazione (sottolineando anche la presenza del Distaccamento volontario a Campo nell’Elba), notando le gravi carenze finanziarie che si riflettono negativamente sulle attività operative, sulle esigenze strutturali e logistiche, nonchè sulla potenzialità organizzativa, sia in sede centrale che periferica. Si ricorda inoltre come nella scorsa estate sia stato siglato un accordo tra il Ministero dell’Interno e la Regione Toscana per potenziare il sistema di soccorso per un ammontare di 500.000 euro, auspicando infine che l’attuazione complessiva delle misure possa migliorare, in termini di risorse umane e mezzi operativi, la situazione del Distaccamento di Portoferraio.
Da parte nostra, conclude Migliori, opereremo perch? tale auspicio non resti tale ed in tempi brevi arrivino risposte, e soprattutto fatti, a tutela di una zona bellissima ma martoriata dal problema e degli operatori costretti ad adoperarsi in condizioni non certo ottimali.

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Isole minori Ancim e Legambiente

Febbraio 9, 2008

Isole minori, Ancim e Legambiente firmano un protocollo d’intesa

PORTOFERRAIO (Livorno). La presidente dell’Associazione Comuni delle isole minori (Ancim), Catalina Schezzini e il vicepresidente di Legambiente, Sebastiano Venneri, hanno firmato oggi a Roma un protocollo d’intesa “per la protezione e lo sviluppo sostenibile dei comuni isolani”. Il documento parte dal presupposto di una lunga consuetudine di incontri ed iniziative comuni tra le due associazioni e riconosce che Legambiente «dedica particolare attenzione a tutti i sistemi delle aree protette nazionali non solo per favorire la loro tutela, ma anche per sollecitare la crescita, la qualità e lo sviluppo sostenibile delle popolazioni residenti che spesso, per la situazione geografica o per le particolari condizioni ambientali, sono penalizzate rispetto ai residenti in altre aree del Paese; in particolare, Legambiente riconosce che le Isole minori rappresentano una preziosa risorsa culturale, paesaggistica, turistica ed economica e che esse rappresentano un elemento di attrattiva nel nostro territorio e nel bacino Mediterraneo; le isole minori necessitano di servizi ed infrastrutture adeguati per migliorare la qualità della vita delle popolazioni residenti, ma anche per potere competere a livello internazionale su standard di sviluppo sostenibile sempre più elevati e concorrenziali».

Mentre l’Ancim «ha fatto degli obiettivi di valorizzazione, sviluppo economico, ambientale, culturale, paesaggistico e della qualità della vita dei cittadini uno degli elementi fondamentali della sua azione e che, per questo scopo, ha sottoscritto con le regioni, il governo e la Federazione dei parchi un accordo per lo sviluppo delle Isole minori. Ha fatto delle interazioni con tutte le Istituzioni ed organismi che, a qualsiasi titolo, si occupano di Isole minori uno degli elementi conduttori del proprio agire nella consapevolezza che solo il contributo di tutti può aiutare le Isole a fare un salto di qualità ed a raggiungere gli obiettivi che l’Ancim ha messo nel proprio atto costitutivo e statuto. Ha scelto l’integrazione dei soggetti, ma anche delle fonti finanziarie come mezzo per superare l’agire per singoli progetti e per programmi frammentari».

Schezzini e Venneri si sono quindi impegnati a «Stabilire collaborazioni ed interazioni su tutti i temi di maggiore caratterizzazione ambientale e culturale; promuovere iniziative congiunte per la diffusione del sistema delle Isole minori; predisporre azioni comuni per contrastare il calo della popolazione residente con particolare riferimento ai giovani; favorire azioni sinergiche sui temi più strettamente legati alle politiche marittime; incentivare, in sintonia con il libro blu sulle politiche marittime della sostenibilità dell’Unione Europea, il rafforzarsi o la proposta di nuovi mestieri e profili professionali legati alla marineria; ricercare e rafforzare le sinergie con le istituzioni regionali, nazionali e comunitarie sui problemi delle Isole minori».

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Edilizia scolastica: nel 2007 la Provincia ha investito oltre 5 milioni di euro

Febbraio 2, 2008

Portoferraio
La Provincia ha investito, nel 2007, oltre 5 milioni e mezzo di euro per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici. A tale cifra si sono aggiunti 600.000 euro destinati al fondo spese delegate ai Dirigenti Scolastici per la manutenzione ordinaria in autonomia; altri 200.000 euro sono stati spesi per la fornitura di nuovi arredi scolastici.
L’opera di maggior rilievo è stata il nuovo Liceo Fermi, realizzato nell’area del “Villaggio scolastico” di Cecina. L’edificio, che ha visto un investimento di circa 4.300.000 milioni di euro, è stato inaugurato ad ottobre. Sempre a Cecina sono stati fatti lavori di manutenzione anche all’Itc Cattaneo (34.000 euro) e al Marco Polo (18.000 euro).
Importanti interventi sono stati effettuati anche negli altri istituti scolastici superiori.
A Livorno: la riqualificazione dell’atrio di ingresso e dell’aula magna dell’Isis Niccolini Palli (circa 60.000 euro); la sistemazione della scala esterna dell’Itn Cappellini (15.000 euro); l’adeguamento dei locali del secondo piano della succursale dell’Itg Buontalenti, in via La Marmora (circa 37.000 euro); la sostituzione degli infissi e opere di manutenzione varia all’Iti Galilei (circa 27.000 euro); la sistemazione della succursale del liceo Enriques in via Calafati (15.000 euro).
A Portoferraio sono stati ripristinati i manti impermeabilizzanti delle coperture dell’Itg Cerboni di Portoferraio (220.000 euro).
Con l’avanzo di amministrazione del 2007 sono stati stanziati altri 300.000 euro per l’edilizia scolastica, di cui 150.000 per lavori di manutenzione straordinaria all’Istituto Nautico Cappellini di Livorno e 160.000 per il progetto di riqualificazione del villaggio scolastico di Piombino.
Per il 2008, fra gli interventi prioritari, è prevista la ristrutturazione dell’Iti Mattei e dell’Istituto Alberghiero di Rosignano, per una spesa di circa 3 milioni di euro e l’avvio della realizzazione del polo scolastico all’ex caserma Tesei di Portoferraio.